Il pagarè spagnolo

Il pagaré spagnolo, titolo di credito analogo alla cambiale pagherò italiana, trova disciplina nella Legge n. 19 del 16 luglio 1985 relativa alla Cambiale e all’Assegno agli articoli 94-97.

Il pagaré è un documento privato con cui una persona (emittente o sottoscrittore) si impegna a pagare ad un’altra persona o all’ordine di questa ad altra persona ugualmente identificata (beneficiario o portatore) una somma determinata ad una data stabilita e in un luogo prefissato.

Il pagaré spagnolo, come il pagherò cambiario in Italia, è un titolo cambiario caratterizzato da autonomia (è indipendente dal contratto sottostante), astrattezza (ha valore ed efficacia indipendentemente dalla causa che l’ha originato) e formalismo (contiene alcuni elementi essenziali e vale per ciò che è riportato sul titolo).

requisiti formali sono:

  • denominazione di pagaré inserita nel testo
  • promessa incondizionata di pagare una certa somma in euro o in moneta convertibile
  • data di scadenza (in mancanza il titolo è pagabile a vista)
  • luogo del pagamento (in mancanza si considera luogo di pagamento, nonché domicilio dell’emittente, il luogo di emissione)
  • nome della persona a cui effettuare il pagamento o al cui ordine il pagamento deve essere effettuato
  • data e luogo di emissione (se tale luogo non è espressamente indicato, si considera il domicilio dell’emittente)
  • firma dell’emittente il titolo.

La mancanza di tali requisiti fa venir meno il carattere di titolo cambiario del documento, che pertanto perderà valore di titolo esecutivo e varrà come mero elemento probatorio dell’esistenza del credito.

Se alcuni requisiti essenziali vengono omessi dall’emittente al momento dell’emissione (pagaré en blanco), il pagaré non perde validità se viene regolarizzato, cioè completato di tutti i requisiti essenziali, prima della scadenza.

In osservanza del principio di astrattezza, eventuali regolarizzazioni effettuate non in conformità con gli accordi negoziali che costituiscono la causa del titolo non possono giustificare il rifiuto a pagare da parte dell’emittente (salvo dolo o colpa grave di colui che ha provveduto alla regolarizzazione).

Per quanto riguarda le modalità di emissione, il pagaré può essere emesso:

  • a una persona determinata, con la clausola “no a la orden” (pagaré nominativo)
  • a una persona determinata, con o senza la clausola “a la orden” (pagaré all’ordine)
  • al portatore (pagaré al portatore).

Quale titolo cambiario, il pagaré è trasferibile mediante girata, anche se è stato emesso ad una persona determinata, senza la clausola “a la orden”.
Non possono, invece, essere trasferiti mediante girata i pagaré nominativi con clausola espressa “no a la orden” o espressione equivalente, quelli protestati o quelli per i quali sono decorsi i termini per il protesto.

Nei casi in cui il trasferimento mediante girata è escluso, il pagaré può, comunque, essere trasferito mediante cessione ordinaria del credito, in base alle disposizioni civilistiche dell’ordinamento spagnolo.

La scadenza, cioè la data di pagamento del pagaré, può essere definita come:

  • data fissa (la scadenza è al giorno indicato)
  • decorso di un certo termine dalla data di emissione (la scadenza si avrà decorsi i giorni indicati contando dalla data di emissione)
  • decorso un certo termine a vista (il pagamento del pagaré è rimandato al decorso di un certo termine dalla data del “visto” posto dall’emittente sul pagaré; qualora questi rifiuti di apporre il “visto” datato, il decorso dello stesso termine si avrà dalla data del protesto notarile)
  • a vista (il titolo è esigibile nel momento della sua presentazione al pagamento).

Nel computo dei termini non si comprendono i giorni festivi e se la data di scadenza cade in giorno festivo la scadenza è rinviata al giorno successivo non festivo.
Il pagaré deve essere presentato per il pagamento alla data di scadenza o nei due giorni feriali successivi. Se la scadenza è a vista dovrà presentarsi entro un anno dalla data di emissione.

Per quanto riguarda il luogo di presentazione, questo potrà essere stabilito al domicilio dell’emittente, al domicilio di altra persona o, come più spesso accade, presso un Istituto di credito.
In questo caso la domiciliazione può essere fatta presso una banca senz’altra previsione oppure su di un conto corrente aperto a nome dell’emittente presso una banca.

Quest’ultima ipotesi è di gran lunga la più ricorrente ed è l’elemento che caratterizza il pagherò formato assegno (che è un pagaré domiciliato per il pagamento presso una banca dove l’emittente dispone di fondi in un conto corrente a lui intestato).
Sul pagherò formato assegno è riportato il numero di conto corrente bancario dell’emittente, il nome dell’Istituto bancario che rilascia i carnet di pagaré e l’indicazione della sua dipendenza.

A differenza dell’assegno bancario, nel pagherò formato assegno la banca indicata sul titolo assume mera veste di soggetto domiciliatario per il pagamento e non di banca trattaria.
L’ordine incondizionato a pagare non viene impartito alla banca, ma è l’emittente stesso che si impegna direttamente al pagamento nei confronti del beneficiario che verrà fatto a valere sui fondi di cui egli ha disponibilità su un dato conto corrente bancario.

Nella prassi il pagherò formato assegno è stato creato allo scopo di sostituire l’assegno postdatato.
Si distingue dall’assegno bancario e da quello circolare attraverso l’iscrizione sul titolo della scadenza (vencimiento) e la dicitura “Por este pagaré me comprometto a pagar el dia del vencimiento indicado a …” (con questo pagherò mi impegno a pagare il giorno di scadenza indicato a …).

È largamente utilizzato dagli imprenditori spagnoli proprio in quanto consente di scadenzare i pagamenti in modo più rigoroso rispetto ad un normale assegno bancario. Se viene emesso con esclusione della possibilità di trasferimento mediante girata (nominativo con clausola “no a la orden” o clausola equipollente) esso non è soggetto a bollatura in Spagna.

Tuttavia quando il pagaré bancario spagnolo, giunto a scadenza, viene presentato all’incasso dall’esportatore italiano alla propria banca in Italia, trattandosi di un titolo assimilato ad una cambiale (avendone tutti i requisiti), sarà assoggettato alla bollaturacome previsto dalla vigente normativa fiscale italiana.

Tale costo aggiuntivo può, comunque, essere evitato ricorrendo alla procedura di incasso costituita dal servizio di “Lock box” che permette di negoziare il pagaré formato assegno direttamente in Spagna senza giungere in Italia.

In caso di mancato pagamento alla scadenza, il beneficiario del pagaré (formato assegno o non) può avviare le seguenti procedure giudiziali:

  • l’azione cambiaria diretta (acción cambiaria directa) contro l’emittente (e contro il suo eventuale avallante). Tale azione, che non richiede che venga levato protesto, consente l’instaurazione di un giudizio ordinario oppure del giudizio cambiario (juicio cambiario). Il giudizio cambiario consente una più rapida riscossione dell’importo dovuto. Tale azione si prescrive nel termine di tre anni dalla data di scadenza del pagaré;
  • l’azione cambiaria di regresso (acción cambiaria de regreso) contro i restanti eventuali obbligati cambiari (giranti e relativi avallanti). In tal caso è necessario, però, che sia stato levato protesto entro otto giorni feriali dal momento della scadenza del pagaré. Tale azione si prescrive nel termine di un anno dalla data del protesto cambiario.

fonte: http://www.mglobale.it/Internazionalizzazione/Pagamenti/In_Europa_e_USA/Spagna_il_paghero_formato_assegno.kl

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