Anticipo sul TFR: è dovuto anche se la prima casa viene intestata al coniuge non lavoratore

Io e mio marito stiamo comprando la prima casa. Io sono casalinga e lui ha chiesto un anticipo sul TFR, ma l’azienda sta facendo difficoltà in quanto la casa sarebbe intestata solo a me. Preciso che siamo in comunione dei beni. Come comportarci? (Manuela, e-mail)

Se suo marito lavora da almeno otto anni presso il medesimo datore di lavoro, questi è tenuto a concedere un anticipo sul trattamento di fine rapporto fino al 70% dell’importo accumulato.

La circostanza che la casa verrà intestata solo al coniuge non lavoratore (in questo caso a Lei) è irrilevante se i coniugi si trovano in regime di comunione, in quanto il codice civile stabilisce che, esclusi i beni personali, durante il matrimonio entrano nel patrimonio di entrambi non solo i beni acquistati congiuntamente, ma anche quelli che formano oggetto di atti posti in essere separatamente da uno solo di essi.

Nessuna difficoltà neppure se dall’atto risulti che il prezzo sia stato sborsato per intero dal coniuge intestatario e non da quello che chiede l’anticipo del TRF. Difatti, come più volte affermato in casi analoghi, vertendosi in regime di comunione dei beni e di acquisto della prima casa, si presume che l’anticipazione del TFR richiesta serva all’acquisto di essa e che il prezzo sia la risultante di un eguale apporto dei coniugi.

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